Se avete messo piedi almeno una volta in Sicilia, sarete d’accordo con la mia affermazione: non ci si puo non innamorare di quest’isola. Colori, profumi, suoni, mare, clima, cibo che caratterizzano l’isola sono alcuni dei motivi per cui non si puo che essere stregati dalla Sicilia.

Io ci son stata diverse volte, per brevi periodi, ma ho cercato di sfruttare al massimo il mio tempo per scoprire i segreti di questi posti.

Vi propongo un percorso di 3 giorni (piuttosto intensi) alla scoperta della parte sud-ovest dell’isola: da Catania fino a Capo Passero, seguendo un itinerario di grande rilievo naturalistico ma che tocca anche bellissime città come Noto e Siracusa. Data la varietà del paesaggio e l’ottimo clima siciliano, penso che questo weekend lungo sia una proposta valida per qualsiasi stagione.

Come raggiungere la Sicilia

Data la grandezza dell’isola ci sono diversi aeroporti. Catania è situata in una posizione strategica per tutta l’isola. Diverse sono le compagnie che servono quest’aeroporto da tutti i principali aeroporti in Italia. Spesso ci sono anche 4 voli al giorno (i.e. da Milano Malpensa), quindi tutte le fasce orarie del giorno sono coperte.

Per esplorare la parte sud ovest dell’isola un altro aeroporto strategico è Comiso: questa tratta viene servita da meno compagnie, ma se siete fortunati potrebbe essere la soluzione piu comoda. In questo caso, dovrete rivedere un po la logistica dei giorni 1-2-3 illustrati sotto.

Come muoversi in Sicilia

Il mio consiglio è quello di noleggiare un auto direttamente all’aeroporto. Questo consente di essere autonomi e indipendenti in tutti gli spostamenti, e di risparmiare sui tempi di attesa di eventuali mezzi pubblici.

Le compagnie di noleggio sono molteplici, io ho scelto spesso Firefly e mi son trovata bene: una navetta vi porterà all’autonoleggio (a pochi km dall’aeroporto) a qualsiasi ora, qui troverete l’auto selezionata online ad aspettarvi.

Giorno 1 – da Catania a Noto

Dall’aeroporto di Catania potrete dirigervi subito alla Necropoli di Pantalica, che dista circa 60 km, una sito dichiarato patrimonio dell’Unesco di grandissimo rilievo naturalistico e archeologico .

Pantalica è la necropoli più grande d’Europa ed è costituita da ben 5000 tombe a grotticella. Passeggiando per i diversi sentieri che si aprono tra la boscaglia si rimane immediatamente catturati dallo straordinario alveare di tombe scavate sulle pareti di roccia bianca calcarea che corrono a strapiombo sul fiume dando origine a vasti canyon.

Necropoli di Pantalica

Necropoli di Pantalica

Proseguite poi verso i laghetti di Cavagrande, che distano circa 60 km da Pantalica. Per raggiungerli bisogna scendere per un canyon su un dislivello di più di 300 metri fino a giungere ad una serie di laghetti naturali formati dal fiume Cassibile dall’acqua verde smeraldo limpidissima. Intorno a voi vedrete solo natura incontaminata. Non è sicuramente un itinerario adatto a tutti ma una volta arrivati si dimentica la stanchezza. Il vero problema è la risalita, molto faticosa, soprattutto considerando le temperature estive siciliane. Munitevi di calzature adatte (vietato scendere con infradito o sandali) e tanta acqua potabile. Ne vale sicuramente la pena.

A fine giornata vi consiglio di raggiungere Noto (a soli 20 km), una delle città barocche situata nell’omonima valle. Questa città rappresenta l’apice e la fioritura dell’arte barocca, dalle foto capirete subito il perchè! Elencare tutti i monumenti, le chiese e i palazzi che varrebbe la pena vedere è un’impresa quasi titanica. Per fortuna il centro storico di questa città puo’ essere tranquillamente visitato a piedi quindi basta passeggiare per le vie per essere catturati dal colore giallo/ambra dei suoi palazzi e delle sue chiese.

Noto

Noto

Vi consiglio di salire su per godere della splendida vista sui tetti della città:

Noto dall'alto

Noto dall’alto

Tips: Noto è bellissima quando c’è l’Infiorata che cade sempre a Maggio: tutte le info qui.

Se il tempo e la stagione lo permettono, vi consiglio anche di fare una sosta rilassante al Lido di Noto. L’acqua è limpidissima e la spiaggia (di sabbia) è bella vasta.

Lido di Noto

Lido di Noto

Giorno 2 – da Noto a Marzamemi

Da Noto potrete raggiungere facilmente la Riserva Naturale di Vendicari (15 km): questa è un’imperdibile oasi per chiunque visiti la Sicilia orientale. Il mio consiglio è quello di visitare i resti della vecchia tonnara e poi rilassarvi in riva al mare. Il colore del mare passa da azzurro chiaro a blu profondo e l’acqua naturalmente è limpidissima e pulitissima: una delle spiagge più belle della Sicilia orientale. Se avete voglia di passeggiare, dovete assolutamente raggiungere la spiaggia di Calamosche o “Funni Musca”: questa è una bellissima caletta isolata, lontana dal traffico e incorniciata da un mare turchese, sempre all’interno dell’oasi. Qui potete scordare bar, lidi, bagni pubblici, racchettoni e musica ad alto volume, troverete solo pace e massimo relax.

Riserva Naturale di Vendicari

Riserva Naturale di Vendicari

È giunto il momento di raggiungere Marzamemi, un bellissimo borgo di pescatori che dista una decina di chilometri da Vendicari. Negli ultimi anni le vecchie case dei pescatori sono state trasformate in caratteristiche case di villeggiatura, ristoranti, pub o trattorie. Il mare è limpido, il cibo è ottimo e il panorama incantevole: le coste dell’Africa si trovano proprio di fronte a voi. Questa cittadina è ottima sia per il giorno, dove potrete andare al mare, che per la notte, dove potrete trovare molto localini per cenare e anche un po di vita per il dopocena.

La piazzetta centrale, Piazza Regina Margherita, è il cuore di Marzamemi. Di giorno luminosa e colorata, di sera viva e brulicante: è un’autentica e rara bellezza. Da qui partono tante stradine: d’obbligo inoltrarcisi a piedi, si arriverà sempre al mare, da ogni lato.

Marzamemi

Marzamemi

Fate una passeggiata tra le viuzze, perdetevi, e quando sentite un languorino allora scegliete il ristorante che piu attira la vostra attenzione: ricordatevi che siamo in Sicilia, non potete cadere male! Noi abbiamo scelto Liccamuciula , che è un ristorantino piuttosto intimo, situato in piazza Regina Margherita. Questo posto ci ha colpito per la posizione, centralissima, per le arcate di roccia e l’arredo che ci davano la sensazione di un ambiente familiare. Abbiamo scoperto che oltre ad essere un ristorante, qui si vendono oggetti di vario genere ma tutti di ottimo gusto. Si definisce infatti come Boutique and Book Bar con cucina: date un’occhiata al sito.

Liccamuciula a Marzamemi

Liccamuciula a Marzamemi

Fate una passeggiata fino alla Diga, che si trova in fondo al Corso Regina Elena, proprio sul mare. È una piazzetta circondata da un muretto (da qui il nome diga) accarezzata dalle onde. Vi sembrerà impossibile ma questa piazza di giorno è deserta, mentre la sera che questo posto si accende e si riempie di camion di paninari che preparano “cene di strada” per tutti i gusti. È un luogo di chiacchiera, dove la gente si siede attorno ai tavolini di plastica alle dieci e si alza alle due, dopo diverse birre e tantissime risate.

Marzamemi di notte

Marzamemi di notte

Giorno 3 – da Marzamemi a Siracusa

Dedicate un altro paio d’ore per godervi Marzamemi al mattino, dopo aver fatto colazione al Caffè Ciclope 2: bar moderno e curatissimo sul lungomare, propone caffè con panna artigianale e cannolo con ricotta rigorosamente riempito sul momento. C’è anche un giardinetto interno tutto arredato di bianco con dei divanoni a baldacchino dove potersi rilassare.

Colazione al Cafè al Ciclope 2

Colazione al Cafè al Ciclope 2

Fate un giro alla balata, ovvero al porticciolo, che di giorno è pieno di pescatori mentre vi sarete accorti, se ci siete passati la sera, che di notte è il centro della vita notturna del paese. La sensazione sarà quella di essere entrati in un dipinto, olio su tela. Le barchine di legno, color pastello, leggermente scrostate dal tempo, dai viaggi, dal mare hanno un fascino inspiegabile. Sul porticciolo di Marzamemi, si affaccia anche la vecchia tonnara: una grandissima costruzione di pietra che trasuda storia.

Marzamemi

Marzamemi

Da Marzamemi potete dirigervi verso Capo Passero, la punta meridionale della Sicilia, attraversando Pachino. La distanza è breve (10 km) quindi vi basterà una mezz’ora al massimo. Qui troverete una zona con spiagge di vario tipo; un luogo molto particolare è l’antica tonnara di Portopalo, dove si trova anche una caletta dalle acque limpidissime.

Portopalo di Capo Passero

Portopalo di Capo Passero

Completate il viaggio con una visita a Siracusa e Ortigia, che si trovano a 60 km da Capo Passero.

Ortigia è un isolotto su cui sorge la parte più antica della città di Siracusa e rappresenta il centro storico della città. Ogni centimetro di quest’isoletta merita una visita. Quindi strappate le vostre mappe, riponete le guide negli zaini e attraversate uno dei tre ponti che collegano Ortigia a Siracusa, cominciate a vagare: concedetevi tutto il tempo che vi serve e state tranquilli che, anche senza mappa, non vi perderete. Ricordatevi che siete su un’isoletta, quindi basta percorrere il lungomare per ritornare al punto di partenza!

Il lungomare di Ortigia è un continuo susseguirsi di palazzi antichi e chiese. Percorrendo tutto il lungomare si arriva al Castello Maniace. Una piacevole passeggiata di qualche minuto e arriverete a Piazza Duomo: questo posto, con i colori, i suoni, i profumi è davvero unico e incantevole.

Ortigia

Ortigia

Se avete il tempo di rimanerci anche la sera, scoprirete che Ortigia la notte si trasforma. Dimenticate la calma che avete incontrato durante il giorno perché qua si trovano i pub, i night, i ristoranti, le trattorie più “cool” di Siracusa. Come potete ben immaginare durante il weekend è difficile anche passeggiare ma troverete sicuramente vie solitarie e tranquille dove passare la serata senza troppo stress.