Finalmente posso raccontarvi il mio viaggio alla scoperta della Giordania, un posto magico che portero’ sempre nel cuore. Innanzitutto vorrei sfatare il mito che questo non è uno di quei “viaggi fai da te”: la Giordania è molto sicura nonostante abbia vicini turbolenti, procurarsi il visto è facilissimo, cosi come l’accesso ad Israele dal territorio giordano.

Sapete quando avete un viaggio nel cassetto, uno di quelli che progettate per molto tempo in attesa arrivi il momento giusto per partire? Vi racconto il mio: ho attraversato la Giordania fino a sbucare in Israele, in un viaggio che è durato in totale 10 giorni a Dicembre dello scorso anno.

DA SAPERE PRIMA DI PARTIRE

Per la Giordania esiste un pass (Jordan Pass) acquistabile nel sito ufficiale e che vi permetterà l’accesso a tantissime zone della regione. Innanzitutto, questo pass è tutto quello che dovete avere per entrare nel Paese: infatti, vi fungerà da Visto se soggiornerete almeno 3 notti nel territorio giordano. Per questo ricordatevi di avere sempre con voi almeno una copia. Il pass vi consente di risparmiare del denaro considerando che l’accesso giornaliero a Petra costa 50 euro se acquistato in loco. Le tipologie del Pass si differenziano nel prezzo (da circa 60 euro fino a 90) in base al numero di giorni di accesso a Petra: il mio consiglio, in base al budget e al tempo a vostra disposizione, è quello di acquistare la tipologia Explorer (costo 75 euro circa) che vi consentirà l’accesso di 2 giorni a Petra.

PRONTI, PARTENZA, VIA!

Partiamo da Milano con destinazione Amman, facendo uno scalo ad Atene. La compagnia è Aegean: il volo è in orario e prevede uno scalo lungo (circa 6 h) nella capitale greca che ci ha permesso di prendere il treno per il centro e raggiungere la citta per una passeggiata nel pomeriggio piu’ cena. Arriviamo all’aeroporto di Amman nella notte.

Prendiamo un taxi che ci porta nel centro della capitale, che purtroppo non potremo visitare visto il tempo limitato. Mi raccomando, non fidatevi dei taxisti! Decidete voi la meta e indicatela chiaramente nel vostro navigatore (loro sicuramente non ne hanno uno!) perchè loro non sanno parlare inglese; ovviamente, concordate la tariffa (complessiva) del tragitto prima di partire.

Prendiamo quindi il primo bus che ci porta a Petra e percorre l’antica Starda dei Re. Qui decidiamo di spendere 3 giorni, essendo uno dei motivi principali del viaggio.

Strada dei Re in Giordania

Strada dei Re in Giordania

 

PRIMA TAPPA: Petra, il gioiello della Giordania

Petra è riconosciuta universalmente come una delle meraviglie del mondo, e sono sicura che rimarrete senza parole una volta entrati nel sito. Se avete visto Indiana Jones, vi sembrerà come entrare nel film!

Armati di scarpe da ginnastica (molto comode, si cammina parecchio) scendiamo da Petra Alta dove è situato il nostro hotel fino a raggiungere l’ingresso del sito. Ricordatevi il Jordan Pass!

Questa antica città nabatea meriterebbe una settimana per perlustrare ogni singolo centimetro, noi avevamo solo 2 giorni e questo è il percorso che abbiamo scelto.

Petra in Giordania

Petra in Giordania

SECONDA TAPPA: Wadi Rum, il deserto piu’ conosciuto della Giordania

Prendiamo un bus da Petra che arriva fino all’ingresso dell’area protetta del Wadi Rum (si pronuncia “Rom”), detto Valle Della Luna: l’ingresso è compreso se avete il Jordan Pass. Qui ci aspetta l’autista dell’Zawaideh Desert Camp: finalmente iniziamo a scorrazzare tra le dune con la jeep.

Arriviamo nel camping, che assomiglia molto ad un autentico villaggio beduino ma ovviamente è stato adattato per scopi turistici. Ci sistemiamo nella nostra stanza: quella che abbiamo scelto noi è una specie di container ma molto carino, arredato in maniera semplice con bagno, stufa e quintali di coperte (io ero terrorizzata dal freddo, e Hassan non ha esitato a farmi stare tranquilla!).

Il proprietario Hassan ci accoglie con un buon the e una colazione offerta al nostro arrivo. L’ottimo benvenuto ci predispone all’esplorazione del posto. Decidiamo di passare un paio d’ore sul dorso del cammello: era la mia prima volta nel deserto, concedetemi quest’attività piuttosto turistica (lo ammetto). Esploriamo i paraggio del camp a dorso del cammello, che si è comportato bene e mi ci sono subito affezionata.

Wadi Rum in Giordania

Wadi Rum in Giordania

Per sfruttare al meglio la giornata stessa, decidiamo subito dopo pranzo di fare un tour in jeep nel deserto della durata di 4 ore. In questo modo, abbiamo la possibilità di visitare tutta l’area e di godere della sua magnificenza.

Partiamo con la nostra jeep privata e subito notiamo la vastita’ del luogo: ci troviamo a tu per tu con quest’immensa distesa dorata e la sensazione è davvero unica.

Visitiamo tutti i luoghi evocati da Lawrence d’Arabia, celebre scrittore che ha vissuto in questo posto meraviglioso: esiste ancora la sua casa e la sorgente di Lawrence. Beviamo diversi the con i beduini e scopriamo che questo equivale alla loro vodka/grappa! Io faccio amicizia con l’autista che vedendomi infreddolita mi concede gentilmente la sua pelliccia di cammello: non mi sarei piu’ tolta quella pelliccia di dosso, mai provata una cosa piu’ calda!

Bellissime le formazioni rocciose che incontriamo nel percorso: in particolare, il ponte di roccia Umm Fruth, nascosto in un angolo isolato del deserto. Il momento migliore per vederlo è il tardo pomeriggio. Attenti nel risalire l’irto versante, non perdete la concentrazione!

Wadi Rum in Giordania

Wadi Rum in Giordania

Arrivano le 17 e l’austista ci spiega che ci avrebbe portato in un posto speciale per il tramonto: penso che questo sia uno dei tramonti piu’ belli della mia vita. La magia del posto, quelle tinte calde e ambrate che colorano le dune, indescrivibile la sensazione provata. Io rimango catturata da quel sole che voleva nascondersi dietro la terra, non distolgo lo sguardo per tutto il tempo.

Wadi Rum in Giordania

Wadi Rum in Giordania

Tornati dal giro in jeep, abbiamo il tempo per lavarci (rassegnatevi alla sabbia che riporterete fino in Italia!) e siamo pronti per la cena. Affamati, ci dirigiamo all’area comune dove purtroppo non troviamo cibo. Hassan raduna tutti gli ospiti e ci porta nel retro dell’area, dove troviamo due buche coperte di sabbia: quelle buche erano i fornelli, e per mantenere il cibo caldo erano state coperte di sabbia. Incredula, penso subito a come avrei potuto fare un bel barbecue nel mio giardino di casa! Finalmente mangiamo, è tutto ottimo, e dopo cena ci rilassiamo in un’altra area comune attorno ad un bel fuoco.

Purtroppo è arrivato il momento di lasciare anche questo luogo meraviglioso, ma siamo carichi per la prossima avventura. Se avete un giorno in piu, questo è un posto magnifico in cui passare un’altra giornata di relax e esplorazione, per ricondurre l’anima alla propria essenza.

TERZA TAPPA: Dana, la riserva naturale piu’ grande della Giordania

Risaliamo verso Dana con un taxi che abbiamo prenotato per fare gli ultimi spostamenti in Giordania: contrattiamo il prezzo e ci affidiamo alla sua parola nel venirci a prendere nei posti prestabiliti. Lascio il numero di telefono dell’autista, affidabilissimo, che ci ha accompagnato negli spostamenti per il resto della vacanza: 00962 7 9682 6222.

Dana è un incantevole villaggio in pietra arroccato su un precipizio sotto la Strada Dei Re, da cui si ammira una vista spettacolare sulla vallata sottostante. Questa è un’immensa riserva natural ed è tappa imperdibile per gli appassionati della natura come noi. Qui ci aspettano delle ore di trekking negli altopiani immersi nei paesaggi desertici del Wadi Araba.

Ci vestiamo per l’occorrenza e intraprendiamo il sentiero da soli, senza una guida: la vista sulla vallata è magnifica, anche in questo caso portiamo nello zaino la macchina fotografica e pranzo al sacco. Le scarpate di roccia rossa proteggono vallate che ospitano un ecosistema sorprendentemente vario, per cui ha preso il nome di “riserva della biodiversità”.

Trekking a Dana in Giordania

Dovete sapere che il villaggio di Dana è antichissimo ma fu abbandonato meno di una generazione fa quando i residenti si trasferirono in un paese vicino alla ricerca di lavoro. I terrazzamenti circostanti, dove un tempo si producevano pistacchi, mandorle, noci, limoni e mere, stanno gradualmente tornando allo stato selvatico visto che sono coltivati da un esiguo numero di abitanti, gli ultimi rimasti sul posto. Per questo motivo, la RSCN ha messo in atto diversi tentativi per richiamare la popolazione locale all’interno della riserva grazie a lavori legati all’ecoturismo. Nonostante siano ancora molte le case vecchie e abbandonate, alcune al momento sono in fase di ristrutturazione per invogliare i locali a ristabilirsi nel villaggio. L’obiettivo della RSCN è proteggere l’ambiente naturale e migliorare la qualità della vita degli abitanti del villaggio grazie ad un progetto integrato.

Purtroppo anche qui il soggiorno è breve e arriva il momento di proseguire ancora verso il nord della Giordania, in modo da essere comodi a passare il confine per raggiungere Gerusalemme.

QUARTA TAPPA: Mar Morto, il mare piu’ salato del mondo

L’ultima sosta in terra giordana è sul Mar Morto: decidiamo di concederci totale relax presso uno dei tanti resort che popolano l’area.

Arrivati all’hotel, ci infiliamo il costume e scendiamo nella spiaggia. Certo, non aspettatevi immense distese di sabbia! Il piccolo litorale è formato da pochi sassolini ma sopratutto veri pezzi di sale e “vasche” di fango.

Fango del Mar Morto in Giordania

Fango del Mar Morto in Giordania

Ho sempre sentito parlare del Mar Morto, per le sue proprietà minerali che si traducono in cure della pelle o altri sbocchi nel mondo della cosmesi. Ovviamente io approfitto subito del fango e mi ci ricopro fino alla punta dei piedi. E necessario aspettare il tempo di solidificazione, prima di lanciarsi in acqua per rimuoverlo o simulare uno srub con il sale.

Prendo coraggio (l’acqua non era caldissima) e piano piano mi immergo: la sensazione è stranissima, l’acqua è molto densa, e io continuo a essere riportata in superficie per galleggiare sopra. È davvero pazzesco: senza il minimo sforzo, si galleggia nell’acqua come trovarsi sopra ad un materassino!

Mar Morto in Giordania

Mar Morto in Giordania

Mi sono informata: lo sapevate che contiene tra i 350 e 370 grammi di sale per litro d’acqua, ovvero 10 volte tanto a normale quantità? Per questo motivo il Mar Morto è considerato il mare piu salato dei piu salati.

Il dettaglio che piu mi ha impressionato pero è che il Mar Morto si trova a 420 metri sotto il livello del mare e per questo risulta essere il punto piu basso della Terra. Qui le temperature possono arrivare fino a 50 gradi, quindi fate attenzione nello scegliere il periodo del viaggio.

Nel pomeriggio fa un po freddo e quindi optiamo per il secondo passatempo del resort: il cibo. Iniziamo con un aperitivo (finalmente servono anche alcool e non solo the!) in uno dei ristoranti/bar dell’hotel, ne proviamo poi un altro ed infine ceniamo in un ristorante che offre cucina “tipica”. Chiaramente non ci aspettavamo molto da un posto cosi turistico, ma non siamo stati delusi.

Faccio il pieno di fanghi alla boutique dell’hotel, e andiamo in camera per riposarci: il giorno successivo dobbiamo lasciare la Giordania per iniziare l’avventura in Israele.

Se avete voglia di relax, vi consiglio di prolungare il vostro soggiorno di un altro giorno, soprattutto se il tempo lo permette.

QUINTA TAPPA: Mar Rosso

Un’ulteriore opzione, magari dopo quella nel Wadi Rum e prima di risalire la Giordania, è il Mar Rosso. Se vi avanzasse qualche giorno in piu e le temperature lo permettono, potete pensare di farvi un bagno nel Mar Rosso. Io non ci sono mai stata ma sicuramente ci andro’ perché ne ho sentito parlare benissimo, soprattutto per le immersioni e lo snorkeling.