Dopo qualche giorno di lavoro nella bellissima ma affollatissima città di Hong Kong io e la mia collega avevamo proprio voglia di esplorare le zone più tranquille e autentiche.
Come in quasi tutti I paesi Asiatici, anche qui c’è un “Giant Buddha”, che si trova esattamente sull’isola di Lantau. Cosi decidiamo di visitare il Buddha e combinare la nostra escursione con un po’ di spiaggia. Lantau è anche l’isola dove si trova l’aeroporto internazionale, il che rende la visita a Ngong Ping un’ottima alternativa alla metropoli per uno scalo lungo.

Raggiungere Cheung Chau e Lantau da Hong Kong

Da Hong Kong si raggiunge Lantau facilmente in metro, arrivando a pochi metri dalla cabinovia chi vi porterà a Ngong Ping dove si trova il grande Buddha. Se scegliete questa soluzione, preparatevi a fare un po’ di coda alla cabinovia (e ripiegaste sul bus, troverete coda anche li) Noi siamo ormai assidue frequentatrici del traghetto, e ci vogliamo godere la vista, cosi prendiamo quest’ultimo, anche se ci metterà una manciata di minuti in più. Se scendete subito all’isola giusta, vi troverete a Mui Wo sull’isola di Lantau. Se invece scendete alla prima fermata seguendo la massa come abbiamo fatto noi; vi troverete sull’isola sbagliata, quello di Cheung Chau…. Essendo un’isola molto piccola vi toccherà aspettare qualche ora prima di poter riprendere il traghetto giusto.
Fortunatamente moltissime grandi scoperte sono fatte per sbaglio, e questo si è rivelato essere un errore magnifico!

Cheung Chau e il festival di Tin Hau

Oltre al fatto che girare questo isolotto cosi diverso da Hong Kong, è un’esperienza davvero particolare, abbiamo la fortuna di assistere al Tin Hau festival in miniatura (pochi giorni dopo lo stesso festival ci sarebbe stato anche a Hong Kong, ma purtroppo non ci saremmo potute andare.)
Vedere i Leoni o i draghi danzanti era tra i miei MUST SEE a Hong Kong, ed eccoli serviti sul piatto d’argento! Sull’isola a parte noi non cerano altri turisti, e appena abbiamo sentito il baccano della banda li abbiamo seguiti come vuole la tradizione, tra le viuzze dell’isola (che forse non avremmo nemmeno notato senza la parata!) fino al tempio. Circondati dagli abitanti che portano con sé le offerte da lasciare a Tin Hau; la Dea del mare.

La parata che a Hong Kong richiede fino a 4 ore qui si termina in poco più di 40 minuti. Mi sono sentita profondamente grata per aver potuto partecipare a questo evento con i “locals” che tentavano di spiegarci tutti i passaggi della cerimonia. Un evento che si è concluso con preghiere, offerte e tantissimo incenso.

Lantau

Pare che a Cheung Chau (che offre anche una passeggiata verso il punto più alto, da dove poter avere una splendida vista su Lantau) vi siano anche delle bellissime spiagge, e che si mangi del pesce buonissimo a prezzi ottimi. Noi abbiamo “sacrificato” le spiagge per il festival, e alla fine sarei voluta rimanere un po’ di più,ma Lantau ci aspetta!

E mezzogiorno passato quando giungiamo a Mui Wo. Proprio di fronte al porto ci sono le tre linee principali di autobus. Se non avete fatto la sosta a Cheung Chau, e quindi arrivate presto, vi consiglio di fare un giro a Tai O; un tradizionale villaggio di pescatori da dove partono escursioni per avvistare i delfini rosa! Mi rincresce (tanto) dover rinunciare a questa località! Da Tai O potrete poi raggiungere Ngong Ping con il bus 11.

Ngong Ping e il Giant Buddha

Noi ci buttiamo sul bus 2 diretto verso Ngong Ping (impossibile sbagliare perfino per noi) che ci porta al villaggio in poco più di un’ora. Il villaggio offre moltissime attrazioni sia culturali sia tecnologiche. Ho trovato il sito https://www.np360.com.hk/en/ molto ben fatto in termini di informazioni. E’ possibile scaricare una mappa, e offre anche qualche suggerimento sulle cose da vedere.Alla vista del Buddha non possiamo resistere e ci buttiamo subito sulla scalinata.

Ci sono voluti 12 anni per costruire questo Buddha di bronzo, che simboleggia la stabilità di Hong Kong, la prosperità della Cina, e la pace sulla terra. Molto affascinanti anche le statue intorno al Buddha che offrono i lori doni.

All’interno del “Buddone” è possibile acquistare dei souvenir benedetti dai monaci del tempio di Po Lin (ci sono altri negozietti simili anche nel villaggio) Noi ovviamente facciamo un paio di giri prima di accorgerci che “ma eravamo già passate da li” prima di tornare giù con la scalinata.

Il Monastero Po Lin

Verso le 14.30 Decidiamo di pranzare al ristorante vegetariano del monastero Po Lin. Vogliamo sederci fuori, ma nonostante i nostri capricci ci viene proibito e siamo costretta a mangiare; alcune cose buone, altre con consistenze curiose e ingredienti sconosciuti, in una specie di mensa con luci al neon. Solo a pranzo terminato scopriamo che i tavoli esterni sono dedicati al cibo vegetariano fast food proprio li affianco. Sicuramente ci sarebbe piaciuto di più.
Proseguiamo la nostra visita al tempio, che invece è un po’ deludente rispetto a quello visitato a Hong Kong il giorno prima. Mi chiedo solo cosa si nasconda dietro il 90% del tempio chiuso al pubblico e vorrei essere quella persona speciale che può entrarci bussando alla porta facendomi aprire da uno di quei magnifici monaci misteriosi vestiti di arancione.

Vagabondiamo ancora un po’ per il villaggio, acquistando piccoli “buddhini” osservando una mucca (o un toro?) libera che si sta innervosendo con dei turisti e tenta di strappargli la macchina fotografica. Infine decidiamo di seguire il “path of wisdom”. Dio solo sa come sia potuto succedere, ma dopo una mezz’oretta non troviamo più insegne e ci pare strano che sia cosi lontano.

Tornare a Hong Kong Island

Senza volerlo imbuchiamo la strada che porta a Mui Wo con una passeggiata di 7,5 km tutta in discesa. Dopo esserci assicurate con Google Maps che effettivamente la strada esistesse davvero, proseguiamo in questa follia. La passeggiate si è rivelata piacevole, in mezzo al verde e passando da un bel monastero molto meno turistico. In fondo al percorso siamo stravolte e ci buttiamo sul primo bus che ci porti alla stazione in paese, e decidiamo che ci siamo proprio meritate un taxi per tornare a Kowloon….

Le persone normali possono anche scendere con l’autobus oppure con la cabinovia, che offre una vista splendida su tutta l’isola, per poi prendere la metro per l’isola di Hong Kong!

Vi avanza ancora tempo in zona Hong Kong? Allora magari una gita a Macao fa per voi! Potete trovare la storia qui